Aggravamento servitù: posso smontare i citofoni e la cassetta delle lettere messi abusivamente dai miei vicini?

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Sono proprietario di una casa con una porzione di giardino che ha una servitù passiva (con cancello carraio) a beneficio di una palazzina retrostante. I nuovi proprietari hanno installato un video citofono, a fronte dei preesistenti campanelli (senza citofono) e una enorme cassetta delle lettere, sulla mia colonnina del cancello. Senza chiedere nulla, impedendomi di fatto di apporre (autorizzato dal comune) un cappello di cemento sopra. Ho mandato mail e raccomandate, senza esito. Hanno detto che dovevo oppormi al momento (ero a fare la spesa e al ritorno l’ho trovata montata!), e se la tolgo io mi denunciano ai carabinieri. Cosa posso fare?

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Aggravamento servitù: posso smontare i citofoni e la cassetta delle lettere messi abusivamente dai miei vicini?

 

Temo che i suoi vicini siano molto "furbi" ed abbiano ragione, purtroppo per lei.

 

Mi spiego meglio: in realtà, da quel che mi riferisce, i suoi gentili vicini hanno commesso un illecito, in quanto non avevano alcun diritto di montare la cassetta della posta sulla sua colonna, ne' di aggravare la servitù sostituendo i campanelli con i videocitofoni (anche se magari su quest'ultimo punto ci sarebbe forse da poter discutere).

 

Chiarito che da questo punto di vista i suoi vicini hanno torto, resta il fatto che Lei non può farsi giustizia con le sue mani, smontando tutto e magari buttando videocitofoni e cassetta della posta sotto uno schiacciasassi, come le verrebbe naturale. In Italia c'è un sistema giudiziario a cui i cittadini devono rivolgersi qualora ritengano di aver subito un torto giuridico; in mancanza potrebbe essere denunciato per una serie di reati, tra cui sicuramente quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 C.P.).

 

Non Le resta, quindi, che rivolgersi al Suo Avvocato di fiducia, per far valere in Tribunale le sue ragioni. 

  

Ciò, naturalmente in linea di massima; una risposta più precisa richiederebbe un attento approfondimento dei fatti e della documentazione esistente, che non è possibile fare qui. A tal proposito, comunque, qualora non abbia già un Avvocato di fiducia, ricordo a Lei e ai lettori, che lo Studio opera anche a MILANOROMANAPOLI e sull'intero territorio nazionale per cui, qualora lo desideriate, sarà possibile organizzare un incontro (gratuito) con il Collega più vicino alla zona dove abitate, cliccando sull'apposito banner che troverete qui sotto ("Clicca qui per trovare l'avvocato più vicino").  

 

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Commenti: 5
  • #1

    Sansone (lunedì, 03 aprile 2017 17:26)

    La ringrazio avvocato. Aggiungo per la precisione che una cassetta delle lettere, posta sopra la colonnina, l'aveva messa (anch'egli abusivamente) il precedente vicino, ma per un periodo molto inferiore ai 20 anni. Inoltre campanelli e cassetta furono comunque tolte più di un anno prima dell'arrivo dei nuovi proprietari. Ho letto proprio ora che ci sarebbe una disposizione di Poste Italiane del 2008, a cui forse i miei vicini, implicitamente, farebbero riferimento. Ma la postina da anni portava la corrispondenza all'interno, ai precedenti proprietari, e anche ora mi ha confermato la piena disponibilità e l'assenza di porblemi di Poste Italiane.

  • #2

    studiolegaledauria.net (lunedì, 10 aprile 2017 10:04)

    Quando una persona mette le mani su una proprietà non sua e il legittimo proprietario non reagisce se ne impossessa giuridicamente; in altre parole, l'ordinamento giuridico fornisce al proprietario gli strumenti per tutelare ciò che è suo, ma se questi se ne disinteressa assegna valore positivo all'interesse manifestato, invece, dal possessore. Il concetto è che l'ordinamento giuridico guarda con favore a chi, in un modo o nell'altro, non abbandona la proprietà ma la utilizza e ne ha cura, fino a consentire per tale strada l'acquisto di un vero e proprio diritto reale sulla cosa se non addirittura la proprietà della medesima. In tutto ciò Poste Italiane non c'entra nulla; c'entra il fatto, invece, che se Lei continuerà a far fare ai Suoi vicini tutto ciò che vogliono senza reagire, prima o poi perderà qualche diritto (e i Suoi vicini lo acquisteranno).

  • #3

    studiolegaledauria.net (lunedì, 10 aprile 2017 10:06)


    Avviso ai lettori.

    Su questa e altre pagine ricevo centinaia di richieste di pareri, a cui - data la mole - è praticamente impossibile rispondere con completezza e rapidità. Chiedo perciò scusa se solo ad alcuni verrà data pubblica risposta.

    Ricordo però a tutti che lo Studio opera sull'intero territorio nazionale per cui, qualora lo riteniate opportuno, sarà possibile organizzare un incontro (gratuito) con il Collega più vicino alla zona dove abitate, cliccando sull'apposito banner che troverete in questa pagina, all'inizio della discussione ("Clicca qui per trovare l'avvocato più vicino").

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  • #4

    Sansone (mercoledì, 19 aprile 2017 12:39)

    Concludo chiedendole come mai Lei ritiene che "magari su quest'ultimo punto ci sarebbe forse da poter discutere", riferito all'aggravio di servitù dovuto al videocitofono al posto dei campanelli. Si era presentato lo stesso problema col contatore del gas. I vicini mi prospettarono lo spostamento gratuito dove meno mi dava fastidio, in cambio di 2 contatori anziché uno, dicendo che un giudice non lo avrebbe mai ritenuto sufficiente come aggravio di servitù. Ho scoperto poi che era mio diritto lo spostamento gratuito, che però l'azienda del gas mi ha negato, dicendo che non costituendo una servitù imposta da loro, ma costituendo il contatore un servizio richiesto dall'utente, dovevo chiedere il rimborso ai vicini.


  • #5

    studiolegaledauria.net (mercoledì, 19 aprile 2017 15:30)


    Con l'espressione "magari su quest'ultimo punto ci sarebbe forse da poter discutere", riferito all'aggravio di servitù dovuto al videocitofono al posto dei campanelli intendevo dire semplicemente che non si può essere sicuri che il Giudice consideri un aggravio la sostituzione del campanello col videocitofono; dal punto di vista del fondo servente, infatti, si tratta sempre del passaggio di un singolo filo elettrico, alla cui estremità viene semplicemente sostituita una apparecchiatura elettrica (campanello) con un'altra svolgente la medesima funzione (videocitofono). Qualora la dimensione delle due apparecchiature sia anche simile (oggi esistono videocitofoni molto piccoli) è ben possibile che il Giudice non ritenga esistente alcun aggravio.