"Mia madre è anziana e malata ma i miei fratelli non vogliono accudirla e scaricano tutta l'assistenza su di me. Posso ottenere che se ne occupino pure loro?",  "Ma se mio fratello e mia sorella vivono lontano, in un'altra città, sono obbligati ugualmente ad accudire la nostra anziana madre?",  "Un mio fratello giovane, che lavora e guadagna, vive ancora a casa di mio padre, è tenuto a contribuire alle spese?"; "Mio fratello e mia sorella dicono che i nostri anziani genitori hanno donato la casa solo a me e perciò non sono tenuti ad aiutarli, hanno ragione?"; "Chi paga la badante per mio padre?"

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genitori anziani e obblighi di assistenza dei figli - donazione casa - collazione - consulenza e assistenza legale online - Avv. Michele D'Auria - www.studiolegaledauria.net

Domande come queste arrivano molto frequentemente al sito, e non sono le sole. Altri ci pongono quesiti del tipo "è vero che ai familiari spetta la quota di eredità anche se ho curato i nostri anziani genitori da sola?"; "Tra fratelli e parenti non riusciamo a metterci d'accordo per la cura e il sostentamento della mia anziana e malata madre, come risolvere il problema?" Ma ancora: e se l'anziano genitore rifiuta gli aiuti che fare? Che responsabilità ci sono? E se tra parenti non si riesce a mettersi d'accordo per l'assistenza? Bisogna chiedere l'intervento di un Giudice? Occorre un Avvocato?

 

Per offrire un primo aiuto ai lettori abbiamo perciò deciso di pubblicare una FAQ con le risposte alle vostre domande più comuni in materia, sperando che possano servire a risolvere qualche situazione spinosa. Troverete la FAQ qui sotto, basta far scorrere un po' la pagina.

 

D'altra parte, come è ovvio, si tratta di questioni molto delicate che hanno bisogno di un attento approfondimento per essere risolte al meglio, e nelle quali lo Studio Legale può tranquillamente affiancare i lettori che chiedano di essere assistiti.

 

A tal proposito ricordo che lo Studio opera a MILANO, ROMA, NAPOLI e sull'intero territorio nazionale per cui, qualora lo desideriate, sarà possibile organizzare un incontro (gratuito) con il Collega più vicino alla zona dove abitate, cliccando sull'apposito banner che troverete qui sotto ("Clicca qui per trovare l'avvocato più vicino").

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Buona lettura.

 

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DOMANDE DEI LETTORI

 

Attenzione: l'Avvocato risponde in questo BLOG ai quesiti legali più interessanti proposti dai lettori. Il servizio è gratuito e non si garantisce risposta a tutti. Lo scopo del BLOG GIURIDICO è informativo e didattico per cui le risposte pubblicate non costituiscono relazioni di consulenza legale. 

 ATTENZIONE: NON VERRANNO RILASCIATI PARERI TELEFONICI!
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100 domande su genitori anziani e doveri di assistenza dei figli - diritto dei genitori agli alimenti - amministrazione di sostegno - donazioni - eredità

DOMANDA. Mia madre è anziana e malata ma i miei fratelli non vogliono accudirla e scaricano tutta l'assistenza su di me. Posso ottenere che se ne occupino pure loro?

 

RISPOSTA. Si, è possibile. Al riguardo l'art. 591 del  Codice Penale prevede che "Chiunque abbandona... una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni".

 

D'altro lato il Codice Civile prevede che "chi versa in istato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento" può chiedere ed ottenere gli alimenti (art. 438 C.C.) a diverse persone, tra cui espressamente anche i figli (art. 433 C.C.) .

 

E' dovere pertanto di tutti i figli curare gli anziani genitori che non siano più in grado di provvedere a se stessi. 

 

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DOMANDA. Ma se mio fratello e mia sorella vivono lontano, in un'altra città, sono obbligati ugualmente ad accudire o sostenere la nostra anziana madre?

 

RISPOSTA. Si, la distanza non fa venir meno l'obbligo, per cui i figli non possono disinteressarsi dei genitori anziani che versino in condizioni di salute tali da non potersi autonomamente occupare di se stessi.   

 

DOMANDA. Un mio fratello giovane, che lavora e guadagna, vive ancora a casa di mio padre, è tenuto a contribuire alle spese?

 

RISPOSTA. Si. Al riguardo L'art. 315 bis, ultimo comma C.C. prevede che "Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa".

 

DOMANDA. Mio fratello e mia sorella dicono che i nostri anziani genitori hanno donato la casa solo a me e perciò non sono tenuti ad aiutarli, hanno ragione?

 

RISPOSTA. Si e no. Prima di tutto va chiarito che la donazione può consistere non solo in una casa, ma anche in un aiuto economico (ad esempio, forte somma di denaro donata al momento del matrimonio al figlio che non ha avuto la casa, soldi spesi per fargli avviare una attività lavorativa, pagamento di un debito contratto dal figlio e così via). Tanto premesso, dal punto di vista del Codice Civile, chi ha ricevuto una donazione viene al primo posto tra i soggetti tenuti alla corresponsione degli alimenti (a meno che non si tratti di donazione nuziale o rimuneratoria), quindi se questi sono sufficienti gli altri non vi sono tenuti. Dal punto di vista penale però (abbandono della persona anziana non autosufficiente) la responsabilità grava comunque su tutti i soggetti tenuti. 

 

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DOMANDA. Ma è vero che ai miei fratelli spetta la quota di eredità anche se ho curato i nostri anziani genitori da sola?

 

RISPOSTA. In buona sostanza si. Al momento, in Italia non esiste ancora una legge che in modo chiaro e preciso detti un obbligo di assistenza morale nei confronti dei genitori anziani, per cui nessuna conseguenza  giuridica vi è nel caso in cui tale assistenza non venga prestata, e ciò anche con riferimento alle quote spettanti in eredità. Pertanto, a meno che non ricorrano i gravi fatti previsti dall'art. 463 C.C. (indegnità a succedere) troverà applicazione pura e semplice l'art. 566 C.C., a norma del quale: "Al padre ed alla madre succedono i figli, in parti uguali".   

 

DOMANDA. Ma a mio fratello e mia sorella i miei genitori hanno dato dei soldi quando si sono sposati, questo non conta niente?

 

RISPOSTA. Conta certamente. Nella successione, infatti, sono comprese anche le donazioni in denaro (tra cui quelle illustrate come esempio poco fa: forte somma di denaro donata al momento del matrimonio al figlio, soldi spesi per fargli avviare una attività lavorativa, pagamento di un debito contratto dal figlio e così via), per cui il patrimonio va valutato nel suo complesso, ricorrendo se necessario alla collazione prevista dall'art. 737 C.C.:

  • "I figli e i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati. 
  • La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile." 

  

DOMANDA. Il mio vecchio padre ormai non è più molto lucido ed è scarsamente autosufficiente, posso diventare il suo amministratore di sostegno?

 

RISPOSTA. Si, è possibile e per certi versi anche auspicabile, stante l'obbligo di cura ed assistenza dell'anziano genitore da parte dei figli. 

 

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DOMANDA. Mio padre è ormai scarsamente autosufficiente ed ha bisogno di una badante, ma la sua pensione non basta e io non ce la faccio ad accudirlo da sola, posso chiedere che la badante venga pagata dagli altri figli?

 

RISPOSTA. Si, anche in questo caso è possibile chiedere un assegno mensile, in virtù dell'obbligo sugli alimenti (nonchè del divieto di abbandonare la persona anziana). 

  

DOMANDA. Ma in questo caso sarò tenuto anche io a pagare la mia quota?

 

RISPOSTA. Dal momento che Lei provvede già ad ospitare il suo anziano genitore in casa di norma non dovrebbe spettarle pagare altro, perchè adempie già così al suo obbligo di versare gli alimenti; in caso di disaccordo con i familiari dovrà comunque decidere il Tribunale.

  

DOMANDA. Chi è tenuto a dare gli alimenti?

 

RISPOSTA. La questione è regolata dall'art. 433 C.C. a norma del quale risultano obbligati, nell'ordine: 

  • Prima di tutti, il coniuge.
  • Se questi manca, i figli anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi (vale a dire i nipoti).
  • Se questi mancano, i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi (vale a dire nonni e bisnonni).
  • Se questi mancano, gli adottanti.
  • Se questi mancano, i generi e le nuore.
  • Se questi mancano, il suocero e la suocera.
  • Se questi mancano, i fratelli e le sorelle germani (cioè da parte di entrambi i genitori) o unilaterali (cioè da parte di un solo genitore), con precedenza dei germani sugli unilaterali.

La norma in questione regolamenta la materia con criteri generali, validi per chiunque abbia diritto agli alimenti, non solo per gli anziani; è ovvio che nel caso che qui ci interessa (e cioè alimenti da versare a persone di età avanzata) sarà molto difficile, che a corrispondere gli alimenti possano essere, ad esempio, i nonni o i bisnonni (morti per legge naturale già da molti anni), mentre facilmente a ciò saranno chiamati figli, nipoti, generi e nuore, nonchè, in qualche caso, fratelli e sorelle. 

  

DOMANDA. Si possono chiedere gli alimenti a più persone? Come vanno ripartiti?

 

RISPOSTA. Si, è possibile chiedere gli alimenti a più persone obbligate (ad esempio, a tutti i figli). L'art. 438 C.C. stabilisce che: 

  • Gli alimenti devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli.
  • Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.
  • Chi ha ricevuto una donazione (donatario) non è tenuto oltre il valore della donazione tuttora esistente nel suo patrimonio 
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DOMANDA. La pensione di mia madre, anziana e malata, non basta a farla sopravvivere, lei vive a casa mia, posso chiedere che anche gli altri parenti contribuiscano alle spese?

 

RISPOSTA. Si, in termine tecnico significa che a sua madre dovranno essere corrisposti gli alimenti.

  

DOMANDA. Cosa sono gli alimenti?

 

RISPOSTA. In pratica si tratta di un sostegno economico che la legge riconosce a chi (non solo gli anziani) si trova in particolari condizioni.  

  

DOMANDA. In che condizioni deve versare la mia anziana madre per aver diritto agli alimenti?

 

RISPOSTA. La questione è regolata dall'art. 438 C.C. a norma del quale devono sussistere due requisiti:

  • lo stato di bisogno
  • l'incapacità di provvedere al proprio mantenimento

Lo stato di bisogno si ha quando l'anziano genitore, in tutto o in parte, non riesce a far fronte con le proprie possibilità economiche alle esigenze primarie ed essenziali della vita (caso ricorrente, ma non esclusivo: la pensione non basta a pagare la retta dell'istituto o casa di riposo).

 

Per quel che riguarda l'incapacità di provvedere in tutto o in parte al proprio mantenimento va precisato che normalmente essa deve essere provata, ma con riguardo agli anziani la Cassazione ha ripetutamente confermato che essa deve ritenersi implicita e non necessita perciò di una specifica prova.

 

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DOMANDA. Si possono chiedere gli arretrati per gli alimenti?

 

RISPOSTA. No, in quanto l'obbligo di versare gli alimenti decorre solo dal momento in cui è presentata la domanda.

   

DOMANDA. Come va presentata la domanda per gli alimenti?

 

RISPOSTA. Bisogna indirizzare una domanda scritta, anche a mezzo di un Avvocato, alla persona (o alle persone) a cui si chiedono gli alimenti, chiedendo che venga versato un assegno periodico.

 

DOMANDA. Cosa accade se l'obbligato rifiuta di versare il mantenimento richiesto?

 

Non resta altra via che l'azione giudiziaria presso il Tribunale, che potrà essere iniziata direttamente dalla persona che versi in stato di bisogno oppure dall'amministratore di sostegno o dal tutore.  

 

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DOMANDA. E se mia sorella, che deve versare gli alimenti, si rifiuta perchè deve a sua volta avere soldi da mia madre?

 

RISPOSTA. Non può rifiutarsi, in quanto l'assegno alimentare serve a sopperire ai bisogni essenziali del beneficiario che versa in stato di bisogno, e pertanto non è compensabile. Al riguardo l'art. 447 C.C. prevede espressamente che "L'obbligato agli alimenti non può opporre all'altra parte la compensazione, neppure quando si tratta di prestazioni arretrate."

  

DOMANDA. Se chi deve versare gli alimenti muore, l'obbligazione passa agli eredi?

 

RISPOSTA. No, in quanto si tratta di una obbligazione personale e intrasmissibile; a tal proposito l'art. 448 C.C. prevede quanto segue: "L'obbligo degli alimenti cessa con la morte dell'obbligato, anche se questi li ha somministrati in esecuzione di sentenza."

  

DOMANDA. Rifiutarsi di pagare gli alimenti è reato?

 

RISPOSTA. Si. Al riguardo l'art. 570 del Codice Penale prevede che chi fa mancare i mezzi di sussistenza a un ascendente (i genitori sono i primi ascendenti) o a un familiare è punito con reclusione fino a un anno o con una multa.

 

Non va però dimenticato che gli alimenti sono dovuti solo da chi abbia capacità economiche a ciò sufficienti: perciò qualora la persona obbligata non abbia tali capacità economiche non potrà essere condannata dal Giudice.

 

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DOMANDA: C'è bisogno per forza di un Avvocato?

 

RISPOSTA. Per la semplice richiesta da indirizzare agli obbligati, no; ma è tuttavia consigliabile, specie se sorgano ulteriori (e - purtroppo - probabilissime) questioni tra familiari (donazioni e altre). La presenza dell'Avvocato è invece obbligatoria davanti al Tribunale. 

  

DOMANDA. Invece di versare gli alimenti posso offrire di tenere il mio vecchio genitore a casa mia?

 

RISPOSTA. Si, la legge lo prevede espressamente, a meno che il Tribunale non disponga in maniera diversa. Art. 443 C.C.:

  • "Chi deve somministrare gli alimenti ha la scelta di adempiere questa obbligazione o mediante un assegno alimentare corrisposto in periodi anticipati, o accogliendo e mantenendo nella propria casa colui che vi ha diritto".
  • "L'autorità giudiziaria può però, secondo le circostanze, determinare il modo di somministrazione."

  

DOMANDA. Tra fratelli e parenti non riusciamo a metterci d'accordo per la cura e il sostentamento della mia anziana e malata madre, come risolvere il problema?

 

RISPOSTA. Se non si riesce a trovare un accordo (ipotesi purtroppo abbastanza frequente) non resta altra via che il ricorso all'autorità giudiziaria, per cui andrà adito il Tribunale del luogo ove risiede la persona che ha diritto agli alimenti.

  • La causa ha i suoi tempi, ma il Giudice potrà immediatamente disporre in via provvisoria la corresponsione dell'assegno e le modalità di ripartizione; al riguardo l'art. 446 C.C. dispone quanto segue: "Finché non sono determinati definitivamente il modo e la misura degli alimenti, il presidente del tribunale può, sentita l'altra parte, ordinare un assegno in via provvisoria ponendolo, nel caso di concorso di più obbligati, a carico anche di uno solo di essi, salvo il regresso verso gli altri."  
  • Come già detto, l'azione giudiziaria presso il Tribunale, potrà essere iniziata direttamente dalla persona che versi in stato di bisogno oppure dall'amministratore di sostegno o dal tutore (che possono essere, ad esempio,  anche uno dei figli presso cui dimora l'anziano genitore)
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DOMANDA. Quali sono le conseguenze penali della mancata assistenza all'anziano genitore o parente?

 

RISPOSTA. Art. 570 C.P. "Chiunque... fa mancare i mezzi di sussistenza agli ascendenti... è punibile a querela della persona offesa", "è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro" "Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un'altra disposizione di legge"

 

Art. 591 C.P. "Chiunque abbandona... una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni". 

  

DOMANDA. E se mia madre, vecchia, malata e non autosufficiente, rifiuta l'assistenza? Che posso fare? Noi figli siamo sempre responsabili? E se gli facciamo firmare un documento che ci esonera dalle responsabilità?

 

RISPOSTA. Accade spesso che una persona anziana rifiuti l'assistenza dei familiari, per le più svariate ragioni (il problema molte volte è psicologico e consiste nel non voler accettare che non si è più autosufficienti). L'eventuale firma rilasciata su un documento in cui si dichiara di rifiutare l'assistenza non vale a liberare i familiari dalle responsabilità di cui sono legalmente gravati, anzi, semmai è indice che la situazione critica era ben conosciuta. La strada giusta sarà quella del ricorso agli strumenti di tutela previsti dalla legge in favore dell'anziano genitore: amministrazione di sostegno e interdizione o, se sufficiente, la semplice assistenza domiciliare

  

DOMANDA. Come si ottiene l'amministrazione di sostegno?

 

RISPOSTA. E' necessario proporre un ricorso al Giudice Tutelare. Sono abilitati a presentare tale ricorso:

  • lo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato
  • il coniuge
  • la persona stabilmente convivente
  • i parenti entro il quarto grado (in pratica, nel caso di persone anziane, si tratterà quasi sempre di figli, fratelli, sorelle, nipoti, cugini, zii)
  • gli affini entro il secondo grado (in pratica, nel caso di persone anziane, si tratterà del genero, della nuora o dei cognati e cognate)
  • il tutore o curatore
  • il pubblico ministero

Preferibilmente sarà nominato amministratore di sostegno uno stretto familiare (ad esempio il figlio o la figlia presso cui l'anziano genitore vive).

 

La figura dell'Avvocato non è indispensabile per la presentazione del ricorso, anche se - come al solito - è decisamente consigliabile, specie se tra familiari non vi sia perfetto accordo e armonia sul da farsi. 

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DOMANDE DEI LETTORI

 

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Commenti: 4
  • #1

    Francesca (giovedì, 09 marzo 2017)

    Sono piena proprietaria del 50% di immobile in cui vivo; mia mamma usufruttuaria dell'altro 50% in cui vive. Mio fratello nudo proprietario del 50% dello stesso immobile, vive altrove. Come vengono ripartite le spese che riguardano la manutenzione del verde in cortile -x es. potatura alberi- area comune a tutti ?

  • #2

    studiolegaledauria.net (giovedì, 09 marzo 2017 09:43)

    Trattandosi di spese di ordinaria manutenzione ne risponde l'usufruttuario (nel caso di cui mi riferisce, quindi, sua madre)

    Avv. Michele D'Auria - Consulenza legale online e on site.

  • #3

    Luca (giovedì, 27 aprile 2017 21:43)

    Salve, sono uno dei tanti figli residenti all'estero e mia madre ha circa 80 anni, vive in Italia da sola, e per ora sta bene ed e' autosufficiente. Mi domando spesso cosa accadrebbe se mia madre avesse ad esempio uno stupido incidente e sarebbe costretta a letto per un periodo oppure se ad un certo punto per vecchiaia non fosse piu' autosufficiente ed abbia bisogno di un aiuto. Vivendo all'estero chiaramente non potrei accurdila di persona (anche perche' sia io che mia moglie lavoriamo ed abbiamo 3 figli a carico piccoli) e dubito che il mio reddito possa sostenere le spese di una badante.
    Quali sono le possibilita' che ho per risolvere eventualmente una tale situazione? Quali sono i miei abblighi/doveri rispetto mia madre? Se non posso ospitarla/accurdila in casa, devo pagare gli alimenti anche se non ce la faccio?

  • #4

    studiolegaledauria.net (giovedì, 27 aprile 2017 22:02)


    La situazione, come al solito in questi casi, è molto delicata. Lei comunque riferisce di essere "uno dei tanti figli residenti all'estero", da che mi par di capire che vi siano altri fratelli e sorelle; questo è indubbiamente un vantaggio, perchè anche gli altri figli sarebbero tenuti a versare gli alimenti, e non solo Lei.

    In ogni caso, come spiegato nell'articolo, gli alimenti devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli; se Lei da solo ( o con gli altri fratelli e sorelle) non ce la dovesse fare, potranno essere chiamati a contribuire anche nipoti, generi e nuore, nonchè fratelli e sorelle di Sua madre.

    Avv. Michele D'Auria - Consulenza legale online e on site.

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